
Cronaca
La crisi di produzione della patata pasta gialla
La siccità ha compromesso i raccolti, mercato sfavorevole
Margherita - sabato 5 dicembre 2020
18.04
Uno dei prodotti simbolo della tradizione salinara. In passato veniva svolta addirittura una sagra per celebrarlo, quest'anno a malapena viene lavorato dai magazzini di ortofrutta del territorio. La patata pasta gialla sta attraversando una crisi di produzione senza precedenti. Complice la siccità che non ha consentito alle piantine di crescere. Come la cipolla bianca igp e la carota, che hanno molto più fortuna sul mercato, la patata viene coltivata sulla sabbia. Si tratta di arenili circondati dal mare Adriatico e dai bacini della salina più grande d'Europa. Il colore giallo del tubero, che lo differenzia dalle patate di colore bianco coltivate altrove, è dato proprio dall'influenza che questi due fattori naturali donano al terreno. Prodotto di alta qualità ma di poca quantità. «La patata è una delle colture che necessita di più acqua. Quest'anno la carenza di piogge ha contribuito drasticamente in fase di crescita del raccolto», ha affermato Lorenzo Piazzolla, giovane imprenditore agricolo fra i maggiori produttori della zona. «Nella sabbia - ha continuato - la patata non trova ostacoli e cresce liberamente. È al riparo della luce del sole che le renderebbe di colore verde. Il clima dettato dalle acque madri che sono salsobromoiodiche attraverso la pioggia fa ricadere lo iodio sui terreni e sulle colture come fosse una fertirrigazione naturale».
Il prezzo è rimasto invariato rispetto allo scorso anno: circa 40 euro il quintale. Viene raccolta due volte l'anno. Di questi periodi in altri tempi i magazzini sarebbero stati impegnati nella lavorazione e nella vendita sul mercato estero della patata pasta gialla, soprattutto in Inghilterra. Infatti secondo una vecchia storia raccontata dai più anziani, la Regina Elisabetta avrebbe assaggiato il tubero e sarebbe rimasta così colpita dalla sua bontà da ordinare che venisse inserito nel menù reale. La realtà è che purtroppo la quantità di prodotto consegnato dagli arenaiuoli è poca. «Il mercato è sfavorevole per un prodotto che in fase di produzione ha tante spese. Molte volte il guadagno è così svantaggioso che i produttori non recuperano neache i soldi sborsati in materiali e manodopera per piantare le patate», ha commentato Vincenzo Frontino proprietario di uno dei più grandi magazzini di tutto il territorio. La crisi di produzione della patata pasta gialla è soprattutto un duro colpo all'economia locale che da sempre si base in gran parte sulla coltivazione degli arenili e sulla pesca. Diverse sono le maestranze che a ogni stagione vengono assunte nei periodi della produzione e della raccolta. Intere famiglie traggono il proprio sostentamento dal lavoro della terra.
Il processo di raccolta è faticoso perché effettuato interamente a mano agli stessi ritmi di una macchina, chinati con le ginocchia nella sabbia. «Serve molta delicatezza nella raccolta - ha affermato Raffaele Laporta, contadino -. Bisogna tirare la pianta e recuperare le patate. Fare una selezione sul campo fra piccola, media e grande e dividerle. Poi mettere il prodotto sul terreno ad asciugare e infine riporlo nelle casse per la vendita al magazzino».
Il prezzo è rimasto invariato rispetto allo scorso anno: circa 40 euro il quintale. Viene raccolta due volte l'anno. Di questi periodi in altri tempi i magazzini sarebbero stati impegnati nella lavorazione e nella vendita sul mercato estero della patata pasta gialla, soprattutto in Inghilterra. Infatti secondo una vecchia storia raccontata dai più anziani, la Regina Elisabetta avrebbe assaggiato il tubero e sarebbe rimasta così colpita dalla sua bontà da ordinare che venisse inserito nel menù reale. La realtà è che purtroppo la quantità di prodotto consegnato dagli arenaiuoli è poca. «Il mercato è sfavorevole per un prodotto che in fase di produzione ha tante spese. Molte volte il guadagno è così svantaggioso che i produttori non recuperano neache i soldi sborsati in materiali e manodopera per piantare le patate», ha commentato Vincenzo Frontino proprietario di uno dei più grandi magazzini di tutto il territorio. La crisi di produzione della patata pasta gialla è soprattutto un duro colpo all'economia locale che da sempre si base in gran parte sulla coltivazione degli arenili e sulla pesca. Diverse sono le maestranze che a ogni stagione vengono assunte nei periodi della produzione e della raccolta. Intere famiglie traggono il proprio sostentamento dal lavoro della terra.
Il processo di raccolta è faticoso perché effettuato interamente a mano agli stessi ritmi di una macchina, chinati con le ginocchia nella sabbia. «Serve molta delicatezza nella raccolta - ha affermato Raffaele Laporta, contadino -. Bisogna tirare la pianta e recuperare le patate. Fare una selezione sul campo fra piccola, media e grande e dividerle. Poi mettere il prodotto sul terreno ad asciugare e infine riporlo nelle casse per la vendita al magazzino».